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Oristano |
Oristano è una ridente città posizionata lungo il corso del
fiume Tirso, nella parte terminale della grande pianura del Campidano. Nacque come luogo di scambio
durante la dominazione romana. Le prime tracce della sua storia sono costituite da alcune tombe bizantine
ritrovate durante i lavori di rifacimento della piazza Cattedrale. Una storia molto antica, quindi, che ebbe un notevole impulso quando gli abitanti di Tharros decisero di trasferirsi in questo piccolo villaggio che divenne una grande città, sede di uno dei quattro regni chiamati giudicati nei quali era suddivisa la Sardegna medievale: il giudicato d’Arborea. La più famosa giudicessa fu Eleonora d’Arborea. |
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Alcuni importanti monumenti della città risalgono al periodo giudicale.
Prima fra tutti la cinta muraria che fu in gran parte abbattuta al principio del secolo scorso ma di cui rimangono
alcuni tratti e soprattutto due torri, quella chiamata di S. Cristoforo, nella Piazza Roma, e il torrione di svolta
chiamato Portixedda. Al medesimo periodo giudicale risalgono numerose chiese, perlopiù romaniche e gotiche. La cattedrale, dapprima fondata secondo la maniera romanica, fu poi ricostruita in forme gotiche: conserva ancora oggi due cappelle e l’alto campanile. Nelle cappelle è possibile ammirare le bifore e alcuni arredi marmorei che risalgono al 13° secolo. |
Anche la chiesa di S. Francesco fu originariamente costruita secondo la
maniera gotica: a quel periodo risale la facciata della vecchia chiesa. Poi fu ricostruita in forme neoclassiche,
ma al suo interno conserva ancora arredi, pitture e sculture di quel periodo. Fra questi il famoso Crocifisso
ligneo di Nicodemo, il retablo di P. Cavaro e il S. Basilio di Nino Pisano. Al medesimo stile gotico sono da riportare le chiese di S. Chiara, con l’attiguo monastero delle clarisse, la chiesa e il convento di S. Martino e altre delle numerosissime (in rapporto alla grandezza della città) chiese oristanesi, alcune delle quali risalgono addirittura al periodo bizantino, come la chiesa dello Spirito Santo. |
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Dopo la caduta dei giudicati, Oristano entrò nell’orbita della dominazione
spagnola. Al giorno d’oggi sono visibili molti monumenti che risalgono a questo lungo periodo. Tra i più antichi
la cosiddetta “Casa di Eleonora” perché si credeva abitazione della giudicessa, ma in effetti una casa signorile
del periodo aragonese. Sono molti i bei palazzi signorili del centro storico di Oristano: la casa De Castro, il palazzo Carta, quello Arcais, il palazzo Siviero e gli altri innumerevoli, molti dei quali posti lungo la via Dritta, famosa in tutta la Sardegna per le sue gioiellerie. Anche il municipio ha sede nel nobile palazzo Colonna e nell’ex convento degli scolopi. |
Oltre alle chiese già ricordate, meritano una visita la chiesa e il
convento del Carmine, il più significativo esempio di rococò in Sardegna, e quella di S. Giovanni Battista,
fuori le mura e perciò detta in sardo Santu Juanni ‘e foras, (ma chiamata da tutti Santu Juanni de froris,
dei fiori…) sede del gremio dei Contadini, uno dei due che organizzano la Sartiglia. Anche il Teatro “A. Garau”, dedicato ad un l’oristanese commediografo dialettale, e il Museo Antiquarium “G. Pau”, dedicato ad uno studioso locale, si trovano entrambi in palazzi neoclassici. Non dimentichiamo anche la chiesa barocca di S. Efisio e quella dei Cappuccini, caratteristica per la sua semplicità. |
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Vicino ad Oristano, nella vicina frazione di Donigala, si trova il Santuario
del Rimedio, sede di una rinomata sagra che si svolge ogni 8 settembre; poco lontano sorge il maestoso
portale barocco detto di Vitu Sotto, dal nome dell’antico proprietario. Sono in corso i restauri nell’antico convento di S. Francessco che permetteranno, finalmente, di poterlo visitare; similmente si cerca di far spostare il carcere, che si trova nell’antica reggia dei giudici Oristanesi. Merita una visita anche la Pinacoteca comunale. |